Il vernissage del padiglione "Sintetica" alla Biennale di Venezia ha attirato ieri oltre duemila visitatori, critici e artisti da tutto il mondo. Allestito negli spazi dell'Arsenale, il padiglione raccoglie quarantasette opere generate, co-create o ibridate con sistemi di intelligenza artificiale, selezionate da una giuria internazionale tra oltre tremila candidature.

Il curatore svizzero Markus Vogt ha dichiarato che la mostra non intende celebrare la tecnologia per sé stessa, bensì esplorare "la nuova grammatica dell'espressione umana quando il pensiero si incontra con l'algoritmo". Tra le opere più discusse, una installazione sonora dell'artista napoletana Luisa Amendola che trasforma in musica le onde cerebrali dei visitatori in tempo reale, mediata da un modello generativo addestrato su duecento anni di lirica italiana.