L'ultimo ciclo di restauro della Cappella degli Scrovegni di Padova, avviato nel 2023 e ora nella sua fase conclusiva, ha prodotto scoperte che riscrivono in parte la storia della pittura medievale italiana. Un team di ricercatori del CNR, dell'Università di Padova e dei Musei Civici ha utilizzato tecniche di imaging spettroscopico e fluorescenza a raggi X per analizzare gli affreschi di Giotto senza bisogno di contatto fisico con la superficie.

I risultati, pubblicati sulla rivista Heritage Science, rivelano che Giotto utilizzò almeno tre pigmenti di origine orientale finora non documentati nelle sue opere — probabilmente importati attraverso le rotte commerciali veneziane — e che alcune figure della Cappella presentano "pentimenti" significativi: correzioni apportate dall'artista durante l'esecuzione, visibili solo sotto lo strato superficiale di colore.